Le sue opere
"Coloro che si sono adattati hanno superato tutto,
ma la maggiorita non ne è stata capace ed è morta".
Primo Levi
Se è un uomo
II Analisi
Abbiamo riprodotto alcuni passaggi in versione originale di Se è un uomo e li abbiamo tradotti in francese. Qui troverete quindi un'analisi dei quattro capitoli che ci hanno sembrato i più importanti...Sul fondo (capitolo 2)
In questo capitolo, i prigionieri subiscono una specie di distruzione della personalità: sono fatti a pezzi, tatuati, e ricevono un abbigliamento da uomo. Primo Levi copre tutto l'orrore della umanizzazione, della violenza delle privazioni e delle condizioni di vita inimmaginabili. In un mondo sordido senza rimedi temporali possibili, in un inferno la cui regola essenziale si riempie Qui non c'è un perché. Il titolo di questo capitolo, "Sul fundo", è l'espressione "toccare il fondo": arrivando al Lager, Primo Levi non può immaginare che possa esserci più in basso di quel fondo, peggio dell'inferno. Inferno che Primo Levi comparerà a quello di Dante, in La Divina Commedia. Si tratta di un paragone che ricorre in tutto il libro, e che mostra bene l'influenza della cultura italiana nei suoi scritti.Iniziazione (capitolo 3)
Questo capitolo descrive l'arrivo di Primo Levi nel campo, o più precisamente nel blocco dei 30 aprile di numerosi trasferimenti. Mentre aspetta la solidarietà, è sorpreso dall'ostilità degli altri e dall'atmosfera che la circonda. Ansioso, smarrito, dimostra sentimenti umani. Dopo la distribuzione della zuppa (che devono mangiare senza cuocere, come i cani), dove gli uomini si ritrovano umili, gradi sia moralmente che fisicamente, conclude con grande lucidità che qui "l'uomo perde la sua umanità". È un primo appello al titolo del libro, che chiede se quelli che vede intorno a lui sono davvero uomini.
Un altro elemento che lo sconvolge è il fatto che la comunicazione sia quasi impossibile, perché ognuno parla la propria lingua. Primo Levi fa un riavvicinamento con la storia della Torre di Babele nell'Antico Testamento, questa volta facendo riferimento alla cultura ebraica. Infatti, in questo brano Dio punisce gli uomini dando loro ciascuno una lingua affinché non possano più comunicare. Primo Levi considera quindi queste differenze come una punizione, ma vedremo che non sarà sempre così...Sommersi e i Salvati (capitolo 9)
Ancora "Les Submerg s et les Sauv s" ("Les Elus et les Damn s" nella versione francese): questo titolo di capitolo fa riferimento a una frase che si ritrova in tutto il libro: è questa la volta per dire che pensa di avere "toccato il fondo"., e anche per mostrare che il Lager è diviso in due gruppi: quelli che riusciranno a cavarsela con l'inganno, le relazioni o il furto; i ribelli; e quelli che affonderanno cercando di mantenere una certa civiltà, i "musulmani". Lo studio di questi due casi è una seconda r flessione sull'umanità. Così, egli presenterà quattro persone e concluderà in quale parte si trovano.
Capitolo centrale, non scrive il Lager ma fa come un bilancio. Segna il momento in cui il narratore passa da un'immagine di "gros num ro" (il nuovo, na f e debole) quella di un "vecchio", più indurito, e che fa parte dei privilegi (lavorando in laboratorio.) Primo Levi ha scelto qui in quale parte si sarebbe trovato: quella delle "Sauv s", delle letture, e sempre con una ri flessione scientifica. Questa "scelta" potrebbe essere fatta questa volta per la Chiesa, sempre nell'Antico Testamento, tranne che le tazze sono d'inferno...
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Il canto di Ulisse (capitolo 11)
Questa "passeggiata" segna un momento di tensione rispetto al resto del libro: non c'è la stessa atmosfera che negli altri capitoli. La SC non sembra appartenere all'universo dei campi di concentramento. Giovanni (il Pikolo) e Primo Levi, potendo comunicare, si allontanano dal "mondo bab lien" e rubano le loro case, le loro famiglie, i loro paesi (e quindi le loro culture). Si tratta allora di una vera e propria visione psicologica del Lager. Un'ora che nessuno dei due dimenticherà.
Quando Primo Levi votava la Divina Commedia, offre a Giovanni un pezzo della sua cultura: in Italia, tutti gli altri imparavano a memoria la Divina Commedia. È in quel momento che "Red copre" queste parole da un'altra angolazione, esse assumono allora un significato ancora più forte per lui, si "Red copre" se stesso e me, come uomo.
Dobbiamo insistere in particolare su due versi citati da Primo Levi, perché hanno un significato particolarmente profondo nel contesto, e sono questi due versi che ci permettono di capire cosa succede nella mente di Primo Levi in questo momento.
Il primo ha un significato particolare, perché in lui ci sono ripiegamenti sull'umano (cfr. capitolo 9 per esempio): "Considerate la vostra semenza; fatti non foste a vivere come bruti, ma per seguire virtute e conoscenza." * Inoltre, questa frase ha un significato particolare per Primo Levi, perché sembra gridare a lui, utilizzando le parole che lui mi ha usato durante la sua personale risposta ("bruti": b tes, brutes; "semenza", che qui ha il senso d'origine) e adattandone il proprio universo: "conoscenza".
Il secondo, ultimo verso citato da Primo Levi, conclude il capitolo: "...infino che l'mar fu sovra noi richiuso." * Questo verso è carico di significato, perché ognuno può avere l'interesse a dire la differenza: noi vediamo in questa ultima frase la triste fine del ricordo di due uomini che hanno visto il sole per qualche istante, ma che all'improvviso viene coperto da un richiamo alla realtà... Si può anche paragonare "il mare" la dura politica nazista: questa frase avrebbe allora il significato di: "Fino a che diventiamo dei beti." Ma ci sono molte interpr...
Questo è anche il momento in cui Primo Levi comprende che, invece di essere una punizione, la diversità delle lingue e delle culture è una vera e propria fortuna: da un lato permette a ciascuno di divergere dagli altri e quindi di avere un aspetto rispettoso della umanizzazione. D'altra parte, permette numerosi scambi e quindi momenti di tensione come questo.
* : "Qual è il tuo piano? origine : Non siete fatti per vivere come dei b te, Ma per seguire la scienza e la virtù."
* : "... Fino a che il mare non si chiuda su di noi."