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SCHEDA DEL METODO

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PARTE I

Bibliothèque du film, Cinémathèque française: https://www.cinematheque.fr/bibliotheque.html Il centro di insegnamento multimediale del Mémorial de la Shoah dispone di uno stock di oltre 3.000 film - http://www.memorialdelashoah.org/archives-et-documentation/le-centre-de-documentation/le-centre-centre-denseignement-multimedia-2/ rechercher-consulter-documents-audiovisuels.html

IL CINEMA, ARMA CENTRALE DELLA PROPAGANDA DI GUERRA

Durante la guerra la propaganda non si è limitata ai manifesti, onnipresenti sui muri delle città e dei villaggi, né alle trasmissioni radiofoniche ufficiali o dissidenti. Appare anche al cinema dove, oltre alle notizie filmate, necessariamente orientate, alcuni film cinematografici celebrano l'eroismo dei combattenti e delle combattenti, nonché una resistenza accanita di fronte ai "crudeli invasori stranieri". Così, nel 1944, sono stati realizzati e proiettati due film: uno, intitolato Kolberg, nella Germania nazista, l'altro, L'Arcobaleno, nell'URSS. Kolberg è opera di Veit Harlan (1899-1964), regista nel 1940 del famoso film antisemita Il giudeo Süss, che era all'apice della sua gloria nella Germania nazista. C è una superproduzione, con un budget enorme di 8 milioni di Reichsmark, un record all'epoca. Il film è stato girato in Agfacolor, con la partecipazione di migliaia di soldati della Wehrmacht, semplici comparse nelle scene di battaglie a grande spettacolo. Vi si trovano i principali attori dell'ebreo Süss, particolarmente popolari nel Reich hitleriano: Kristina Söderbaum e Heinrich George. Il film è stato avviato, alla fine del 1943, dal ministro della propaganda, Joseph Goebbels, per ricordare la "resistenza eroica" di Kolberg, una piccola città portuale sul Baltico situata non lontano

Carol Reed, con David Niven e Peter Ustinov; e, negli Stati Uniti, La battaglia di Russia, quarto capitolo della serie documentaria Perché combattiamo, supervisionata da Frank Capra. Come si può vedere da alcuni di questi esempi, il cinema è stato talvolta in grado di svolgere un ruolo di primo piano nella propaganda di guerra: si trattava allora di convincere gli spettatori della necessità di resistere fino alla fine e con tutti i mezzi agli invasori stranieri. È questo ruolo di propaganda che si tratta di sottolineare e analizzare quando si presentano film (o estratti di film di finzione o documentari) realizzati in un momento particolare e con una prospettiva precisa. Per fare ciò, è indispensabile, in un primo tempo, presentare questo contesto; e in un secondo tempo sottolineare il modo in cui questi film sono stati accolti, all'epoca, dagli spettatori e dai critici. Come per l'analisi di documenti scritti, si tratta di stabilire chi è il regista o l'istigatore del film, a chi si rivolge e quali sono allora il suo impatto e la sua portata.

di Danzica, durante l'invasione delle truppe napoleoniche nel 1806-1807. È un film in costume, in cui tutti gli attori e le attrici, e più specificamente queste ultime, indossano in ogni circostanza anche i costumi più drammatici tanto eleganti quanto curati. Il film non fu completato fino alla fine di novembre 1944, quando la Germania subì un intenso bombardamento e gli studi cinematografici, in particolare quello di Tempelhof a Berlino, dove il film venne parzialmente girato, furono direttamente colpiti. La prima del film deve quindi essere rinviata. Si svolge due mesi dopo, il 30 gennaio 1945, in uno dei più grandi cinema di Berlino. Il film è proiettato in Francia il giorno successivo, il 31 gennaio, ma solo nella sacca di La Rochelle, allora circondata dagli alleati, dove era stato paracadutato. Si tratta infatti, nella prospettiva della "guerra totale" decretata dal potere hitleriano nel luglio 1944, di stimolare la resistenza dei tedeschi contro gli "invasori stranieri". Una "resistenza" che bisogna mantenere fino alla fine, perché il nemico non riesca a "distruggerci". È praticamente lo stesso messaggio che si trova, dal lato sovietico, in Arc-en-ciel, di Marc Donskoi (1901-1981). Quest'ultimo è diventato famoso grazie a film come L'infanzia di Gorky (1937), E l acciaio fu temprato (1942), ecc. Girato dall'estate 1943, L'arcobaleno evoca il coraggio dei resistenti e dei partigiani ucraini di fronte alla barbarie delle truppe di occupazione naziste, durante il primo inverno della guerra (1941-1942). Evoca, in particolare, l'eroismo delle donne sovietiche, pronte al sacrificio supremo, un comportamento esemplare, preannunciatore di un domani migliore, dopo la tempesta. Si tratta evidentemente di galvanizzare i sovietici e di stimolare, anche in questo caso, la resistenza dei civili di fronte alla barbarie dell'invasore, ampiamente sottolineata in varie sequenze di un film diventato un riferimento per gli amanti del cinema. Uscito in URSS nel gennaio 1944, L'Arcobaleno annuncia un futuro più luminoso, dopo i mesi di terrore e massacri perpetrati sotto il controllo nazista. Il presidente americano Franklin Roosevelt, che guarda il film, si congratula calorosamente con il regista per questo messaggio ottimista diffuso un anno e mezzo prima della vittoria comune degli Alleati. La sua rapida uscita sugli schermi francesi, nell'ottobre 1944, è stata anch'essa salutata dalla critica e dal pubblico, mentre, allo stesso tempo, sono stati realizzati due film di guerra, con un contenuto simile: L'Héroïque parade, del britannico

▲ Manifesto che annuncia l'uscita, il 30 gennaio 1945, del film Kolberg del regista tedesco Veit Harlan. © Memoriale della Shoah Poster del film L'Arcobaleno realizzato

dal regista russo Marc Donskoy, trasmesso nel 1944. © Mémorial de la Shoah

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