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INTRODUZIONE

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Gli alleati, dopo lunghi e duri combattimenti dal gennaio al maggio 1945, riuscirono a progredire all'interno del Reich e a distruggere la Wehrmacht che si batteva ancora in Italia o nei Balcani, anche contro i resistenti. Le conseguenze per i territori occupati dalla Germania o sottomessi ai suoi vassalli sono terribili.

I FRONTI, LA REPRESSIONE E LA DEPORTAZIONE La dimensione repressiva e il suo legame con i fronti sono evidenti nei paesi occupati e in quelli che collaborano con la Germania nazista, come testimoniano i massacri di Tulle, Oradour, Maillé, ecc., in Francia 8, Marzabotto in Italia9. Oltre alle operazioni militari alleate, si parlerà delle rivolte di città e territori come Varsavia, Parigi e Bratislava. I resistenti pagano un prezzo molto alto per la repressione, con le conseguenze spesso drammatiche delle azioni sviluppate dai partigiani e dai guerriglieri che mirano a liberare territori prima dell'arrivo degli Alleati, e che portano all'annientamento dei partigiani bielorussi tra aprile e giugno 1944 durante le operazioni Averse e Cormoran, allo smantellamento della macchia del Mont-Mouchet, di Saint-Marcel e del Vercors nel periodo giugno-luglio 1944 in Francia, ai massacri dei partigiani della pianura Padana nel dicembre 1944 in Italia. Il rapporto con le deportazioni è forte: in Francia, molte prigioni sono svuotate, ci sono i "treni fantasma", come quello partito da Tolosa e che vaga per settimane sui binari, o il convoglio che trasporta detenuti da Lione a Drancy, Compiègne e Romainville, e che è confuso verso lo Struthof, Ravensbrück e Auschwitz L'11 agosto 1944, un trasferimento di circa 700 prigionieri di Montluc (resistenti e resistenti, ebrei) viene avviato da Lione a Parigi, con destinazione Drancy e Compiègne. A causa di un attentato sulla ferrovia, è deviato verso lo Struthof-Natzweiler, Ravens-brück (per le donne) e Auschwitz per gli ebrei (circa 350, che ne fanno l'ultimo convoglio importante in partenza dalla provincia). Si può parlare di una radicalizzazione delle pratiche repressive sul suolo francese, con la caccia a cui si dedica Alois Brünner, le retate in diverse case di bambini come Izieu e i

Combatte la repressione nei territori occupati, per assicurare le retrovie dell'esercito tedesco, attaccando ed eliminando i maquis (Ain, Glières, Limousin) o combattendo i partiti - senza bielorussi sul fronte orientale. Nel febbraio 1944, il comando militare tedesco per l'Ovest promulga un testo normativo (decreto Sperrle) che trasforma le politiche repressive, in particolare quelle riguardanti la Francia, che passa da "territorio amico" a "territorio ostile" e deve quindi essere trattato come tale. Queste operazioni hanno anche un punto in comune: sono accompagnate da retate contro i civili, in primo luogo gli ebrei. Giugno 1944, dopo la svolta della sconfitta delle armate tedesche a Stalingrado, nel febbraio 1943, fornisce una possibile tregua per segnare l'inizio della fine del conflitto, con lo sbarco in Occidente, la liberazione di Roma e l'offensiva Bagration quindici giorni più tardi, colossale operazione che spazza quasi tutto il fronte orientale e segna l'inizio della marcia verso la vittoria da parte sovietica2. In questo inizio della fase finale della guerra, sia a Est che a Ovest, le conseguenze delle operazioni militari sulle repressioni e le deportazioni sono evidenti. La repressione che colpisce le popolazioni è tanto più violenta quanto più si gioca il destino finale della guerra (Oradour, Tulle, il Vercors, Varsavia e le deportazioni ovunque). Mentre combattono in modo decisivo, i tedeschi mettono in atto una vera e propria strategia di terrore nei territori che restano sotto il loro controllo. La fine dell'estate 1944 e l'inizio successivo segnano una terza cesura, con un ritiro generalizzato della Wehrmacht e il fallimento di rare controffensive che si traducono in violenze e soprusi crescenti nei territori interessati. La paura diventa il quotidiano dei popoli. La menzione della "fine del III Reich" nel titolo permette di circoscrivere il tema al continente europeo e pone l'accento, in uno stesso movimento storico, sul momento più intenso, il fallimento e le conseguenze della "guerra di annientamento". lanciata ad Est da Adolf Hitler il 22 giugno 1941, con l'operazione Barbarossa4 e che si concluse solo con la caduta di Hitler e la resa della Germania, l'8 maggio 19455. Sul fronte occidentale, a partire dalla fine di luglio 1944, gli Alleati hanno calpestato Parigi e la città è stata liberata solo nel mese di agosto. La guerra non è finita a Natale e intere regioni restano sotto l'occupazione, cioè sotto la repressione tedesca. Non è che con la campagna dal Reno all'Ovest

e il passaggio della Vistola a est che i

La riflessione proposta dal tema del CNRD per il 2021-2022 riguarda le relazioni tra tre realtà storiche separabili ma non separate: le operazioni militari alleate, i loro obiettivi, il loro svolgimento e i loro risultati; le repressioni e le deportazioni fino ai limiti più estremi

estremi; la fine del regime nazista, nel contesto del periodo più sanguinoso della Seconda guerra mondiale, dal 1944 al 1945. Uno dei punti centrali di questa problematica risiede nelle conseguenze che le operazioni militari comportano in termini di reclutamento della brutalizzazione e della repressione da parte dei nazisti, in particolare sui civili e i resistenti. Al contrario, esse non cambiano nulla alla loro pratica sterminatrice contro gli ebrei, il che mostra per difetto la centralità di questa nella politica nazista. Per i nazisti e sin dalle origini del conflitto, ma con un'intensificazione crescente, le tensioni sono ideologiche e razziali. Continuano a combattere la guerra contro gli ebrei fino alla fine. Verso il crollo militare e lo scoppio repressivo, gli ultimi due anni della guerra sono stati storici: radicalizzazione della violenza guerriera, politica di terrore da est a ovest, rappresaglie ovunque, mentre Auschwitz diventava l'epicentro del sistema di concentramento nazista. Questa riflessione si iscrive nel quadro e nella linea dei programmi del collegio e delle scuole superiori, che sottolineano l'importanza dei fatti militari e delle loro interazioni con le diverse forme di repressione e deportazioni praticate dalla Germania nazista e dai suoi vassalli, ma anche dall'URSS, durante la Seconda guerra mondiale. Fedele alla riforma del CNRD, si riallaccia ai temi degli ultimi quattro anni: fondata sui programmi, aperta agli apporti della ricerca, con visioni ampie sulla Francia e sull'Europa.

UNA CRONOLOGIA DEGLI ANNI 1944-1945

Il tema inizia nel gennaio 1944, il che permette di includere non solo i convogli di deportazione dalla Francia, ma anche tutto ciò che precede la deportazione degli ungheresi. Il periodo che va da gennaio a giugno 1944 è come una veglia d'armi durante la quale s inten-

LA FINE DELLA GUERRA, LE OPERAZIONI, LE REPRESSIONI, LE DEPORTAZIONI E LA FINE DEL TERZO REICH (1944-1945)

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