La spoliazione degli ebrei Una politica di stato (1940-1944)

La politica di spoliazione degli ebrei avviata dallo stato tedesco, fondata su un dispositivo legale, si sta diffondendo. Fu presto esportata nei territori occupati e adottata dai regimi alleati al Reich, come Vichy. Lo Stato francese ne integra i principi fin dal 1940 nel quadro della sua politica antisemita. A tal fine, promulgò un arsenale legislativo specifico per "eliminare ogni influenza ebraica nell'economia nazionale" (legge del 22 luglio 1941).

La spoliazione sistematica delle imprese e dei beni appartenenti agli ebrei è così avviata su tutto il territorio francese. Dall'identificazione degli ebrei e dei loro beni fino all' "arianizzazione" di questi ultimi mediante la vendita o la liquidazione, è un processo amministrativo efficace che viene messo in atto, coinvolgendo non solo un gran numero di amministrazioni dello Stato francese, ma anche ampi settori della società.

In Francia, e più in generale in Europa, le spoliazioni sono state un elemento essenziale del processo di esclusione che ha poi facilitato l'attuazione della "Soluzione finale della questione ebraica".

Basandosi su numerosi documenti provenienti in particolare dai fondi degli archivi nazionali e dipartimentali, l'esposizione si propone di spiegare le basi e i meccanismi di questa politica di Stato, inserendola nuovamente nel contesto dell'Europa nazista.