I bambini nella Shoah, 1933 - 1945

Heinrich Himmler, in un discorso tenuto a Posen nell'ottobre del 1943, dichiarò: «Non mi sentivo infatti autorizzato a sterminare gli uomini [...] e a far crescere i bambini che si sarebbero vendicati dei nostri figli e dei nostri discendenti. Si è dovuta prendere la grave decisione di far sparire questo popolo dalla terra».

Fin dall'inizio delle persecuzioni messe in atto dai nazisti e dai loro collaboratori, la maggior parte dei bambini passa da un mondo protetto, quello della loro famiglia, a un mondo sconosciuto, che nonostante le loro sofferenze devono affrontare: esilio, esclusione, reclusione, paura, fame, isolamento, assassinio.

Il loro destino, ovunque si trovino in Europa, è particolarmente drammatico. Tuttavia, dal 1938 reti e individui si mobilitano per tentare di salvarli, nascondendoli ad esempio, o quando è impossibile salvarli, fornendo loro un ambiente affettivo, pedagogico o morale. Da questi bambini ci sono giunte lettere, racconti, giornali, disegni; testimonianze intime e spontanee, oh quanto preziose e di una incredibile maturità, delle loro speranze, delle loro lotte, dei loro sentimenti, lasciati prima del silenzio.

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