Commemorazione di Yom HaShoah 2018

Yvette Lévy, sopravvissuta della Shoah, e una ragazza del Talmud-Torah del MJLF © Michel Isaac

In occasione dello Yom HaShoah, l'11 e il 12 aprile 2018, si è svolta una cerimonia seguita da una lettura pubblica ininterrotta di 24 ore sul sagrato del Mémorial de la Shoah, sia di giorno che di notte. in memoria delle vittime della Shoah e degli eroi della resistenza ebraica durante la seconda guerra mondiale.

Dei 76.000 nomi iscritti sul Muro dei Nomi, sono stati pronunciati, uno ad uno, i nomi delle persone deportate dalla Francia dai convogli nn. da 71 a 85, degli ebrei morti nei campi di internamento in Francia, giustiziati come resistenti, come ostaggi o uccisi sommariamente (liste 90 e 91), e delle persone deportate dai convogli n. 1 al n. 20. Circa 200 persone, ex deportati, genitori, volontari, bambini... hanno letto a turno, dalle liste tratte dal Libro Memoriale della Deportazione di Serge Klarsfeld (edizione Associazione delle FFDJF), i nomi di "coloro di cui resta solo il nome" (Simone Veil).

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François Heilbronn, vicepresidente del Mémorial de la Shoah

Discorso di François Heilbronn, Vicepresidente del Mémorial de la Shoah
Cerimonia inaugurale Yom Hashoah di mercoledì 11 aprile 2018, Memoriale della Shoah

Signore e signori, gli ex deportati
Signore e signori della resistenza
Signore e signori, i bambini nascosti
Signor Ministro di Stato, Ministro dell'Interno
Signor Ministro dell'economia e delle finanze
Signor Ministro dell'Istruzione Nazionale
Primo Ministro
Signora Segretario di Stato per i veterani e la memoria
Signora sindaco di Parigi
Signora Direttrice Generale dell'UNESCO
Signori ambasciatori di Austria, Stati Uniti, Francia, Israele e Polonia
Onorevoli senatori e deputati
Signore e signori sindaci
Signor prefetto di polizia di Parigi
Signor Rettore dell'Accademia di Parigi
Signori gli Arcivescovi di Marsiglia e di Parigi
Il Gran Rabbino di Francia
Signor Pasteur, presidente della Federazione protestante di Francia
Il signor Imam di Drancy
Signore e signori rappresentanti dei culti
Signor Presidente della Fondazione per la Memoria della Shoah
Signor Presidente del Memoriale della Shoah
Signor Presidente del Concistoro
Signora Presidente del MJLF
Signor Presidente del CRIF
Signore e signori, presidenti di associazioni di ex deportati, veterani di guerra e vittime di genocidi
Signore e signori, presidenti di associazioni antirazziste e antisemitiche
Signore e signori presidenti di associazione
Signor e signora Serge Klarsfeld e i figli e le figlie degli ebrei deportati dalla Francia
Cari figli del Talmud Torah del MJLF
Cari amici

In questo giorno di Yom Hashoah, il giorno scelto dallo Stato d'Israele per commemorare i martiri ebrei del genocidio ma anche gli eroi della resistenza ebraica, ci siamo tutti riuniti al Mémorial de la Shoah per leggere uno ad uno i nomi degli ebrei deportati dalla Francia e di quelli morti in cattività o assassinati in Francia tra il 1941 e il 1944.

Ma prima di parlare della cerimonia che ci riunisce e alla quale ringrazio tutti voi per la vostra fedele partecipazione ogni anno. Vorrei parlare di un anniversario.

Quasi 75 anni fa, il 28 aprile 1943, in piena occupazione della Francia, fu creato l'antenato del Mémorial de la Shoah, il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea. Quel giorno, 40 resistenti ebrei si riunirono in rue Bizanet a Grenoble sotto l'impulso di Isaac Schneersohn per creare quello che sarebbe diventato il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDJC). In piena occupazione, dichiarano insieme: "vogliamo prima di tutto scrivere il grande libro del martirologo dell'ebraismo di Francia". Nel pieno della Shoah in Francia, in Europa e proprio in questo mese di aprile del '43, quando la rivolta del ghetto di Varsavia imperversa e costringe le truppe tedesche a ritirarsi, questo Comitato adottava un obiettivo visionario. L'obiettivo che, a 75 anni di distanza, consente lo svolgimento della cerimonia è il seguente:

«Fare il bilancio della ricchezza ebraica depredata o arianizzata, dipingere il quadro delle sofferenze di tanti internati, deportati, ostaggi ebrei fucilati; mettere in evidenza l'eroismo dei combattenti ebrei... registrare l'atteggiamento dei governanti, dell'amministrazione, dei vari strati dell'opinione pubblica... Bisogna mettere in luce tutto ciò che ha potuto agire sul mondo ebraico in Francia in un senso sfavorevole o favorevole... In secondo luogo, è necessario preparare fin d'ora il Cahier des revendications des juifs de France, juifs français ou juifs étrangers.»

Alla liberazione di Parigi, il Comitato si trasforma in un Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDJC) e svolge un ruolo essenziale nella raccolta dei documenti provenienti dai servizi tedeschi e francesi di repressione degli ebrei. inclusi gli elenchi dei convogli di deportazione che leggeremo durante queste 24 ore.

Con una visione innovativa per l'epoca, Schneerson non vuole fermarsi qui. Intende riunire, per la prima volta nel mondo, in un unico luogo, gli archivi ma anche una biblioteca, un centro di ricerca, esposizioni e soprattutto, un "Mémorial".   La prima pietra della "Tomba del Martire Ebreo Sconosciuto" è posta nel maggio 1953. E il Memoriale come lo conosciamo oggi è stato inaugurato il 30 ottobre 1956, cinque anni prima di Yad Vashem.

È presso il CDJC che Serge Klarsfeld trova le liste degli ebrei deportati dalla Francia che gli permettono di pubblicare nel 1978, il suo magistrale "Mémorial de la déportation des juifs de France". Il libro che ci ha permesso di costruire il Muro dei Nomi nel 2005. Muro che abbiamo iniziato a rinnovare e completare per il 2020 correggendo alcuni errori di nomi, cognomi ed età. Questo libro Mémorial che diede l'idea nel 1990 al rabbino Daniel Fahri del Movimento Ebraico Liberale di Francia e a Serge Klarsfled, presidente dei Figli e delle Figlie dei Deportati Ebrei di Francia, di organizzare questa lettura ininterrotta per 24 ore in questo giorno di Yom Hashoah dei nomi degli ebrei deportati da Francia. Nel 2006, il Muro dei Giusti ha completato il Muro dei Nomi.

E simbolicamente questa sera ci ritroviamo riuniti in questo cortile tra queste due mura quello dei martiri e degli eroi come quello dei Giusti tra le Nazioni di Francia, salvatori di molti di voi.

Questa lettura dei nomi degli ebrei deportati dalla Francia dura 24 ore. E per 24 ore leggiamo uno ad uno i nomi di coloro che, come ci ha sempre ricordato Simone Veil: "non resta che il nome".

In 24 ore non riusciamo a leggere più di 76.000 nomi di ebrei deportati dalla Francia. Quest'anno ne leggeremo 33.500, di cui 4.093 bambini. Per continuare la nostra lettura interrotta l'anno scorso alla fine del convoglio n°70, riprenderemo la lettura dei nomi dei convogli 71-85, poi leggeremo i nomi degli ebrei morti in Francia, nei campi di internamento, giustiziati come resistenti, ostaggi o uccisi sommariamente. poi riprenderemo la nostra lettura dal convoglio n. 1 al convoglio n. 20.

Per questa cerimonia inaugurale di questa lettura, leggeremo tutti insieme, senza ordine protocollare, i 1.500 nomi del convoglio n°71, partito dalla stazione di Bobigny, quasi 74 anni fa, il 13 aprile 1944.

In questo convoglio c'erano 624 uomini e 854 donne, tra cui 148 bambini sotto i 12 anni e 295 sotto i 19. Tra questi bambini c'erano 34 dei 44 bambini arrestati a casa di Izieu da Klaus Barbie il 6 aprile 1944, nessuno sopravvisse.

C'erano anche diverse famiglie numerose. Barnett e Louise Greenberg e i loro 9 figli, di età compresa tra 4 e 19 anni, solo Paul, 17 anni, tornerà. Salomon e Clara Sephiha ed i loro 7 figli, di età compresa tra 3 e 17 anni, nessuno tornò. Esther Schenkel e i suoi cinque figli, di cui un bellissimo saggio "Les inoubliables" ha raccontato il tragico destino.

Tra le 91 donne e 39 uomini che miracolosamente tornarono da Auschwitz-Birkenau c'erano la nostra amica Marceline Loridan-Ivens nata Rosenberg e la nostra amica Ginette Kolinka nata Cherkasky. Tra le poche sopravvissute c'era anche la grande psicanalista Anne-Lise Stern.

E in questo convoglio, di cui leggerete i nomi questa sera per caso dal calendario, c'era anche Yvonne Jacob e due delle sue figlie Madeleine e Simone. Simone Jacob, ora Simone Veil. Suo figlio Jean Veil leggerà il nome di sua madre questa sera, così come quello di sua zia e di sua nonna. Il nome di Simone Jacob-Veil risuonerà qui questa sera durante la lettura dello Yom Hashoah in questo luogo che le deve tanto, e ciò tra la sua morte il 30 giugno scorso e la sua entrata nel Pantheon il 1er luglio prossimo.

Durante la nostra cerimonia, dopo che 6 sopravvissuti ai campi di sterminio accompagnati da 6 bambini del Talmud-Torah del MJLF accenderanno le 6 candele della memoria in memoria dei 6 milioni di ebrei assassinati in Europa, ascolteremo la testimonianza di uno dei nostri amici sopravvissuti e militante instancabile della Memoria, il signor Henri Borlant. Henri Borlant arrivò ad Auschwitz-Birkenau all'età di 15 anni e un mese, sopravvisse a 33 mesi di campi, è uno dei più giovani sopravvissuti francesi. Poi inizieremo la lettura dei nomi del convoglio 71.

Vorrei ringraziare tutti gli organizzatori di questa cerimonia, la Fondazione per la Memoria della Shoah, il Movimento Ebraico Liberale di Francia, il Memoriale della Shoah e il Concistoro.

Un ringraziamento particolare a tutte le squadre di Yom Hashoah, soprattutto ai membri del MJLF che hanno preparato questa lettura ininterrotta e che veglieranno senza sosta per 24 ore al suo buon svolgimento.

Infine, a titolo di conclusione e di omaggio, vorrei leggere questa sera davanti a voi altri 12 nomi. Dodici nomi dei nostri contemporanei.

I tempi non sono più gli stessi, i contesti politici sono totalmente diversi ma ciò nonostante vorrei leggere qui, questa sera, i nomi dei dodici francesi ebrei assassinati in Francia dal 2003 per il solo motivo di essere ebrei.

Dodici ebrei francesi vittime di pregiudizi secolari, dell'odio antisemita e per otto di loro del radicalismo islamico.

Sébastien Selam

Ilan Halimi

Myriam Monsonego

Jonathan Sandler

Arié Sandler

Gabriel Sandler

Philippe Braham

Yohan Cohen

Yoav Hattab

François-Michel Saada

Sarah Halimi

Mireille Knoll

                                  

Grazie.