Il Mémorial de la Shoah rende omaggio a Renée Borycki nata Sieradzki, donna dal cuore, militante instancabile della memoria della Shoah, che è morta mercoledì 6 luglio 2022, nel suo ottantesimo anno, pochi giorni prima del suo compleanno il 16 luglio prossimo.
Il 16 luglio 1942, Renée e sua madre sfuggono a malapena alla retata del Vel d'Hiv. Accolte a Livry-Gargan da una conoscente, esse rimarranno nascoste per tutta la guerra in un cagibi, di cui Renée conserverà le pesanti conseguenze per tutta la vita.
Alla fine di aprile 1945, Renée ritrova suo padre Max, sopravvissuto e terribilmente colpito. Max condivide con la moglie e la figlia gli orrori della sua vita nei campi. Barbiere ad Auschwitz, si rifiuta di riprendere il mestiere e diventa sarto. Renée testimonia che a casa suo padre viveva solo con la deportazione, ricevendo solo amici deportati. Max si reca a numerose commemorazioni in abiti da deportato, spesso accompagnato dalla figlia. Renée si sposa nel 1959 con Bernard Borycki.
Il loro figlio Alexandre, anch'egli impegnato nella trasmissione della storia della Shoah, è oggi presidente dell'associazione Mémoires du convoi 6 e dei campi del Loiret.
Renée consegna un'ultima testimonianza il 12 gennaio 2022 per il Mémorial de la Shoah che conclude così: «Sono alla fine della mia vita, questa è l'ultima volta che testimonio, è mio dovere»
Il Mémorial de la Shoah si associa al dolore del figlio Alexandre e delle sue due nipoti ed esprime loro le proprie condoglianze.