Joseph Joffo, autore del libro "Un sac de bille" è deceduto

Joseph Joffo, bambino nascosto durante la Shoah, autore del libro "Un sacco di palline", è morto giovedì 6 dicembre all'età di 87 anni. Nel 2017, in occasione della Giornata internazionale dedicata alla memoria delle vittime dell'Olocausto, aveva incontrato gli Ambasciatori della memoria al Mémorial de la Shoah dopo la proiezione di un adattamento cinematografico del suo romanzo. Oggi rendiamo omaggio all'uomo, allo scrittore, al testimone imprescindibile della Shoah.

Elsa Zylberstein, Joseph Joffo, Christian Duguay e Patrick Bruel © Michel Isaac

Attraverso il suo romanzo, pubblicato nel 1973, che si svolge durante la seconda guerra mondiale, Joseph Joffo racconta la fuga di due giovani fratelli, Joseph e Maurice, di 10 e 12 anni, mentre lasciano la Francia occupata per rifugiarsi nella cosiddetta zona "libera". Ore felici di infanzia spensierata e episodi più pericolosi si alternano, sempre sullo sfondo della malizia e soprattutto del coraggio. Ispirato all'infanzia dell'autore, questo romanzo autobiografico si è imposto come un vero classico che evoca la condizione dei bambini ebrei perseguitati durante la Shoah. Il padre di Joseph e Maurice, Roman Joffo, morì in esilio al campo di concentramento di Auschwitz.

L'impatto di questa testimonianza è stato capitale, tanto ha segnato le giovani generazioni. Incoronato dall'Académie française nel 1974, questo romanzo è stato uno dei più grandi successi della libreria per decenni. Tradotto in diciotto lingue, rafforzato da adattamenti a fumetti, a teatro e al cinema, il libro di Joseph Joffo, "Un sac de billes" è stato letto e studiato da molte generazioni di bambini e adolescenti. Al Mémorial de la Shoah, il suo adattamento a fumetti di Kris e Vincent Bailly (Futuropolis, 2011) è stato anche l'opera di supporto di laboratori pedagogici per bambini.

Il 15 gennaio 2017, il Mémorial de la Shoah aveva organizzato l'anteprima del film "Un sac de billes" di Christian Duguay, alla presenza di Patrick Bruel, Elsa Zylberstein e Joseph Joffo al Cinéma Gaumont Opéra. Tutti i proventi di questa serata sono serviti a sviluppare i progetti realizzati dal Memoriale e in particolare le azioni educative.

Joseph Joffo e gli Ambasciatori della memoria il 27 gennaio 2017 al Mémorial de la Shoah © Michel Isaac

Il 27 gennaio 2017, quando Joseph Joffo era sceso dai gradini dell'Auditorium E. J. Safra del Mémorial de la Shoah alla fine della proiezione del film di Christian Duguay, gli Ambasciatori della memoria presenti non avevano subito capito che era proprio il piccolo Joseph del film a stare loro di fronte sull'esesta. Era davvero esistito? È ancora vivo? Quando alla fine si presentò loro, molti erano stati commossi dalle lacrime prima di osare fargli delle domande.

Aveva confidato loro: «Con Maurice, che ha 88 anni, siamo sempre rimasti inseparabili!». Poi aveva raccontato alcuni aneddoti sulla sua infanzia, la difficile separazione dai genitori, la mancanza, il padre che non era tornato, e alcuni segreti che non si trovano nel suo racconto. Questo incontro privilegiato si era concluso con queste parole: «Se questa sera, quando tornerete a casa, almeno uno di voi dirà ai suoi genitori che li ama e li stringerà tra le sue braccia, allora Maurice ed io avremo vinto la nostra scommessa!»

Joseph Joffo pubblicò anche una quindicina di romanzi e racconti per bambini, spesso in coscrittura con altri scrittori perché egli stesso riconosceva alcune debolezze nella sua penna. Anche sceneggiatore e attore, Joseph Joffo ha recitato in tre film. Il suo ultimo ruolo è stato quello di Kolb in "L'origine della violenza" di Elie Chouraqui, nel 2016.

Tutti i nostri pensieri vanno ai suoi cari.