Il significato delle parole: Pogrom
Pogrom
Indica un movimento popolare antisemita incoraggiato o tollerato dalle autorità e accompagnato da saccheggi e massacri, e per estensione una violenta rivolta contro una comunità ebraica. (Robert Historique, 1903)
La parola pogrom è apparsa nel linguaggio comune intorno al 1880, a seguito di una serie di violenze antisemitiche avvenute in Russia dopo l'assassinio dello zar Alessandro II nel 1881.
Oggi, il termine pogrom può talvolta essere usato per riferirsi ad attacchi violenti contro altre minoranze all'interno di un paese, a differenza del termine genocidio.
Sebbene il termine sia di origine russa e generalmente riservato ai massacri e ai saccheggi antisemiti, è diventato universale per descrivere le violenze contro le minoranze.
Tuttavia, il termine pogrom non ha una definizione giuridica precisa, a differenza di concetti come il genocidio che è chiaramente definito nel diritto internazionale.
- Un atto di violenza non mirato. È diretto contro un gruppo particolare, spesso una minoranza etnica o religiosa.
- Una semplice opposizione politica diretta contro l'autorità o le istituzioni, spesso per ragioni economiche o politiche.
- Il pogrom di San Valentino: il 14 febbraio 1349, 2.000 abitanti ebrei vengono bruciati vivi a Strasburgo, accusati erroneamente di aver avvelenato i pozzi e provocato la peste nera. Questo massacro ha praticamente annientato la comunità ebraica di Strasburgo ed è diventato uno dei primi pogrom documentati in Europa occidentale.
- Pogrom del 1881-1884: in reazione all'assassinio dello zar Alessandro II nel 1881, scoppiò una serie di pogrom nell'impero russo, soprattutto in Ucraina e in Polonia.
- Pogrom del 1903-1906: questa ondata di pogrom si è intensificata in città come Kichinev, dove violenze estreme hanno causato la morte di molte persone.
- La Notte dei cristalli, dal 9 al 10 novembre 1938, fu un pogrom organizzato dal regime nazista durante il quale un centinaio di ebrei furono assassinati, le sinagoghe incendiate, negozi e abitazioni ebraiche distrutte, e circa 30.000 persone furono deportate nei campi di concentramento.
- Il pogrom di Kielce (Polonia, 1946): dopo la fine della seconda guerra mondiale, voci di rapimenti di bambini da parte degli ebrei hanno portato a un'ondata di violenza nella città di Kielce, in Polonia. 42 ebrei sono stati uccisi, segnando un momento di antisemitismo dopo la Shoah.
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