Il Mémorial de la Shoah inizia il 2026 con una programmazione eccezionale notizie

giovedì 01 gennaio 2026 martedì 31 marzo 2026

All'inizio del 2026, il Mémorial de la Shoah dedica due grandi esposizioni a figure imprescindibili della trasmissione della storia della Shoah: Shoah di Claude Lanzmann, le registrazioni inedite e Simone Veil. Io e le mie sorelle. La prima mostra presenta, per la prima volta, delle registrazioni esclusive che servirono alla preparazione del film monumento Shoah, mentre la seconda esplora una storia familiare che si unisce alla grande Storia.

Nell'ambito del 27 gennaio, Giornata internazionale dedicata alla memoria delle vittime dell'Olocausto, e nel contesto dell'81o anniversario della liberazione di Auschwitz-Birkenau, il Memoriale accoglie in particolare la testimonianza eccezionale di Tatiana e Andra Bucci, due sorelle italiane sopravvissute alla Shoah. Una programmazione speciale segna la Settimana dell'educazione e delle azioni contro il razzismo, l'antisemitismo e l'odio anti-LGBT+, tra cui tre workshop eccezionali, una rappresentazione teatrale con attori del Cours Florent e un'immersione nel Dictionnaire amoureux des juifs de France.

Tra i grandi appuntamenti dell'audito, vi proponiamo diversi documentari da scoprire in anteprima, così come incontri attorno a uscite letterarie che offrono nuove conoscenze e prospettive sulla storia della Shoah.

Il Mémorial de la Shoah di Drancy vi riserva anche una moltitudine di incontri: le testimonianze di Lili Keller Rosenberg e di Esther Sénot, sopravvissute della Shoah; proiezioni dei film Le Procès du siècle e La Vague; una lettura teatralizzata per la Primavera dei poeti; così come numerosi incontri sull'attualità letteraria. L'esposizione La fin de la Shoah. Survivre, témoigner, juger s inizia mentre si conclude la mostra dedicata all'opera di Shelomo Selinger.

Come sempre, il Mémorial de la Shoah e i suoi ospiti sono adatti a voi a Parigi, Drancy e nelle regioni, per partecipare all'atto civico della trasmissione, un gesto oggi più necessario che mai.

Jacques Fredj, direttore

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